Questo sito utilizza cookie per il funzionamento e la migliore gestione del sito. I cookie tecnici e di analisi statistica sono già stati impostati. Per maggiori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy. Proseguendo, acconsenti all’utilizzo di cookie.
News
22, Lug 2021

Direzione sacra

Direzione sacra

A conferma, infine, del fatto che la chiesa non era soltanto il luogo della preghiera, ma una vero e proprio compendio, una summa del pensiero medioevale, si aggiungono anche le considerazioni circa altre simbologie, per esempio la simbologia della orientazione geografica, essa, spesso in direzione est verso ovest, era, più frequentemente orientata, nord-est verso sud-ovest, secondo, quindi, l’asse dei solstizi.
Eccoci, così, di fronte ad un altro elemento di determinante importanza: l’astronomia. Essa stabiliva la direzione sacra, l’orientazione che si sceglie per indirizzare la preghiera e quindi, il posizionamento dell’altare e del sacerdote durante la S. Messa: ecco perché, anticamente, il sacerdote volgeva le spalle al pubblico, per esser, anche lui rivolto nella giusta direzione.
Molte altre considerazioni si potrebbero fare a questo proposito, incontrando argomenti che, certo, costituiscono l’aspetto mistico e, direi quasi poetico, della nostra religione; ma non è questo il nostro scopo attuale.

20, Lug 2021

Un felice viaggio

Un felice viaggio

Ecco la seconda puntata delle avventure del Reverendo Orlando e dei suoi pellegrini. Buona lettura!

«Passato che ebbero Gavi, spedì il suddetto Sacerdote
Priore il foriere della Compagnia a Voltaggio,
con farli avisati del loro passaggio, il che intesosi dalla veneranda Confraternita del Confalone,
subitamente si trovò pronta ad incontrarli,
e lodando con cantici d’allegrezza l’Altissimo,
li condussero al loro Oratorio ove deposta la Croce,
e spogliati dei loro habiti, li fu poscia assegnato a ciascun Confratello un civile alloggio. Nel
seguente giorno alla mattina per tempo si degnarono parimente d’accompagnare processionalmente suddetti
Confratelli fuori di Voltaggio e scambievolmente
abbracciandosi, li augurarono un felice viaggio.
Camminarono tutto quel giorno ed alla sera alquanto stanchi, presero alloggio fuori Genova
ove tutta la Compagnia si fermò per tre giorni
a fare la proviggione necessaria per un tale
viaggio, sicche accordata una feluca per Lerici
si determinò dal Priore di partire al sabbato. A
tal effetto portatisi tutti li Confratelli a vestirsi
in S. Teodoro, inalberarono la Croce e salmegiando entrarono in Genova, portandosi nella Basilica di S. Lorenzo a venerare le Sagre Ceneri,
con pregare il S. Precursore di un felice viaggio. Cosi regolati uscirono di Chiesa e saleggiando andarono sopra il ponte reale ove per la moltitudine del popolo accorso, furono obbligati subitamente
imbarcarsi, senza pure dare un caro a Dio a tanti Amici, che, per tenerezza, improvisamente vedendoli partire lagrimavano. Usciti di porto fecero vela verso Lerici».

15, Lug 2021

Proviamo, per un momento, a pensare come un uomo del Medioevo:

Proviamo, per un momento, a pensare come un uomo del Medioevo: un uomo che usciva dalla sua casetta, spesso decisamente piccola, misera e poco pulita, per entrare in una chiesa, un luogo molto più grande, spesso bellissimo, pulito, silenzioso, dove tutto metteva soggezione. Era la casa del Signore, la rappresentazione del Paradiso realizzata con mezzi umani, il punto in cui divino e umano si incontravano e si fondevano.

Insomma quella che per noi, oggi, è una visita turistica, per lui era una esperienza mistica. Qui, la materia, in un certo senso, si spiritualizzava e si traduceva in simbolo: accadeva così che molte chiese, sia in Italia sia all’estero, presentassero una deviazione del loro asse longitudinale, all’altezza della balaustra, a ricordare la inclinazione del capo di Cristo crocifisso. La chiesa diveniva il simbolo del corpo di Gesù e l’abside ne rappresentava la testa.

Le simbologie, specie quelle numeriche, svolgevano una funzione, talvolta determinante, nelle scelte operate in fase di progettazione edilizia, e questa loro presenza riusciva a trasformare la chiesa, da semplice edificio, in elemento di meditazione.
Sono molte, infatti, le chiese medioevali, specialmente le grandi cattedrali gotiche, che furono concepite seguendo una simbologia numerica; il Duomo di Colonia, per esempio, fu pensato sulla base del numero guida 7: ogni elemento architettonico presente (colonne, pilastri, cappelle, ecc.) appare un numero di volte pari a 7 o ad uno dei suoi multipli, il Duomo di Milano, invece, ha un impianto trinitario.

La stessa cosa è accaduta per la nostra Basilica della Maddalena: essa, infatti, è concepita e costruita sulla base del numero 3 e dei suoi multipli, perché Dio è uno e trino. Per la precisione, la chiesa ha una lunghezza di 9 trabucchi piemontesi (28 metri ca.) e una larghezza di 3 (10 metri ca.). Essa è, dunque, costituita da 3 quadrati con un lato pari a 3 trabucchi.

8, Lug 2021

L'inizio di una storia secolare

L'inizio di una storia secolare

Se volete venire con noi, vi faremo visitare, virtualmente, l’Oratorio della Maddalena; saremo, poi, felici di potervelo mostrare dal vero: se sarete interessati, ci sarà occasione di prendere un appuntamento in chiesa.

A tutt’oggi, molti si sono occupati dell’Oratorio della Confraternita di S. M. Maddalena e lo hanno studiato come parte significativa della realtà architettonica di Novi o collocato nell’ambito della storia dell’arte della nostra città. Noi preferiamo osservarlo sotto un diverso angolo visuale: inserito, cioè, nella concezione filosofico-religiosa cattolica, nell’anima e un po’ nei sogni di quegli uomini che, con sacrifici davvero grandi, lo hanno costruito così nei secoli.

È praticamente impossibile risalire all’anno di costruzione della nostra chiesa, ben poco rimane, infatti, del nostro archivio: la rapacità di alcuni studiosi e l’incuria di molti Confratelli l’hanno ridotto ai minimi termini. Quello che è certo è che si tratta di una chiesa medioevale, edificata, dunque, in un momento di intensa religiosità. Per quanto ci concerne, vorremmo sfatare la leggenda che descrive quel periodo come una serie di secoli bui, caratterizzati da una profonda ignoranza: esso aveva, invece, contezza di molte notizie, andate poi perdute, forse per timore di un’accusa di eresia, per esser poi riscoperte molto più tardi.

A riprova di quale posto occupasse la religione, in quel periodo, nella scala gerarchica dei valori, pensate che, nonostante le difficili condizioni economiche del tempo, si edificarono chiese per una media di una ogni duecento abitanti. Oggi, per una larga parte di noi, la visita ad una chiesa è un momento dedicato al piacere della cultura: ci guardiamo intorno con curiosità, ammiriamo le opere d’arte presenti, ricerchiamo gli eventuali influssi stilistici e ne discutiamo riallacciandoci a ricordi scolastici, spesso, non del tutto sicuri. Allora non era così. Per un uomo del Medioevo, entrare in una chiesa significava immergersi nella fede: egli non si fermava ad ammirarne le opere d’arte, si limitava a subirne il fascino, si annullava nella spiritualità della chiesa stessa, si sentiva quasi in cielo.

6, Lug 2021

Un sincero racconto.

Un sincero racconto.

Uno dei momenti più particolari della storia della nostra Confraternita è certo il famoso pellegrinaggio a Roma, dell’anno santo 1750, organizzato da sedici confratelli che elessero un priore ad hoc nella persona del Rev. Don Franco Orlando. Dell'avventura, perché di questo si tratta, esiste un’accurata documentazione redatta probabilmente proprio dal Rev. Orlando.
Ve la proponiamo a puntate, ed eccovene la prima.

«In Nomine Domini Amen.
Anno del Santo Giubileo Mille settecento cinquanta.
Desiderando un certo Sacerdote di cotesta città
di Novi far acquisto di simile tesoro di indulgenze,
risolse di portarsi in qualità di pellegrino nell’Alma Città [Roma]. Ma riflettendo al detto dell’Ecclesiaste,
Vae soli: quia cum ceciderit non habet sublevante
se [guai alle persone sole, perché se cadessero, non avrebbero nessuno per sollevarle], stimò bene di condurre seco un membro della
Venerabile Compagnia del SS. Nome di Maria [facente parte della Confraternita di S. M. Maddalena e del SS. Crocefisso], in numero di
sedici Confratelli, ciascuno a proprie spese. A tal
effetto convocata li ventiquattro di febraro suddetta Venerabile Compagnia nel Venerando Oratorio di S. M. Maddalena in cui è eretta, fu eletto, come consta in atti del Sig. Notaio Sebastiano Olivieri, suddetto Sacerdote per Priore,
obbligandosi tutti li Confratelli ad essere ubbidienti
al medesimo. Il che eseguito, subito sotto la direzione
dello stesso, processionalmente si portarono alla
visita di Nostra Signora Lacrimosa e ciò fatto, si
partirono per Roma, accompagnati sino alla
porta della Cavanna, detta di Genova, dalla suddetta
Venerabile Compagnia di S. Maria Maddalena e collà gionti dal
Molto Reverendo Cappellano Don Marc’Antonio Carbonara,
intuonata l’antifona In viam pacis con quel
che segue, ricevettero la S. Benedizione in
nome del Signore e da suddetti Confratelli un
caro abbraccio, mescolato con lacrime di tenereza, indi subito s’instradarono verzo Genova.»

28, Giu 2021

Sull'anima e le anime

Sull'anima e le anime

Abbiamo tentato di capire quale fosse il concetto di anima che avevano gli Ebrei e ci è parso decisamente diverso da quello cristiano.
L'anima (dal greco ànemos, «soffio», «vento»), in molte religioni e filosofie, costituisce la parte spirituale di un essere vivente; in genere la si ritiene staccata dal corpo e, quasi sempre, viene assimilata al respiro: di qui il suo collegamento etimologico.

In ebraico esistono diversi vocaboli per esprimere questo concetto, i più noti sono: Nefesh, Ruach e Neshamàh, che indicano i diversi livelli dell’anima stessa.
Nefesh è il principio vitale inferiore, l’energia che dà vita al corpo e ha sede nel fegato, Ruach soprintende al mondo dei sentimenti e risiede nel cuore, Neshamàh, infine, è l’eletta, si occupa dei rapporti con il trascendente ed è situata nel cervello.
Nessuna delle tre potrebbe esistere senza il concorso delle altre.
All’avvicinarsi della morte, trenta giorni prima, la Neshamàh lascerebbe il corpo del morituro, al momento del trapasso, sarebbe la Ruach a involarsi, mentre la Nefesh resterebbe legata al cadavere per trenta giorni ancora.
Trascorso questo periodo, la Nefesh si ricongiungerebbe agli altri due principi vitali: si costituirebbe, così, lo Tzélem (il fantasma) che riunirebbe in sé, quindi, i tre principi dell’uomo e assumerebbe sembianze che corrisponderebbero all’aspetto fisico del defunto.

Abbiamo usato una serie di condizionali perché le notizie che abbiamo raccolto sono davvero molto complesse e non sempre totalmente condivise dagli studiosi: una semplificazione riassuntiva così stringata offre, quindi, il fianco a inevitabili imprecisioni.
Siamo in ogni caso convinti che, se fossimo caduti in qualche inesattezza, si tratterebbe soltanto di sfumature.
Queste parole hanno determinato, in noi, una serie di riflessioni; ci piacerebbe davvero tanto sapere se hanno avuto lo stesso effetto anche su altri.
Vogliamo provare a parlarne?

24, Giu 2021

Interrogare, interrogarsi

Interrogare, interrogarsi

Da un po' di tempo ci stiamo chiedendo quale sia il nostro compito, oggi. Sono cambiate tante cose da quando siamo qui, a Novi: situazioni, storie, persone. In ultimo, abbiamo vissuto - e stiamo vivendo - la drammaticità di una pandemia, che ha scardinato tante nostre certezze e ne ha confermato altre.

Forse, il nostro scopo, in questi giorni, è proprio quello di capire che cosa stiamo vivendo e provare a prevedere la direzione in cui stiamo andando. Per farlo abbiamo tante risorse: biblioteche, quotidiani, internet. Ma ce n'è una che è più importante delle altre: la nostra comunità. Vogliamo costruire ponti tra persone, conoscenze e informazioni; ponti che colleghino posti lontani e inediti, misteriosi, per così dire. Vogliamo mostrare le connessioni che si nascondono tra oggetti distanti e che, all'apparenza, non si parlano.

Interrogare il presente non è cosa facile. Interrogare se stessi su cosa stiamo facendo per il nostro mondo, per il nostro territorio, per noi è cosa ancora meno facile. La nostra missione è quella di capire cosa possiamo fare nel concreto per il luogo che abitiamo e per le persone che lo vivono insieme a noi. Non prevediamo di trovare risposta alle nostre domande, ma metteremo in campo tutto il nostro impegno per continuare a essere la vostra confraternita e uno dei vostri punti di riferimento.

E, ricordate: ogni suggerimento, ogni aiuto, ogni suggestione da parte vostra, che siete la nostra comunità, sarà sempre ben accetta.

telefono:
014376600
indirizzo:
Via Crosa della Maccarina 13, Novi Ligure , Italy, 15067
Trasforma la tua Pagina Facebook in un Sito, istantaneamente.

Prova ora 12 giorni GRATIS

Nessuna carta di credito richiesta, cancella in qualsiasi momento. pagevamp.com

Chiamaci